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Curve di Crescita Ragazzi [da 13 a 20 anni]

28/4/2021 - di Giacomo Palumbo

Anche tu hai sentito questa frase mille volte: “crescere un figlio al giorno d’oggi non è mai semplice”? Tuttavia, è solo diventando genitore che possiamo toccare con mano quanto fosse veritiera.

Come se non bastasse, tutte le volte che portavo mia figlia dal pediatra per un controllo periodico, lui sistematicamente mi mostrava i dati di crescita della bambina, parlandomi di curva di crescita, percentili, e mostrandomi uno strano grafico. Io lo guardavo come un profano e lui, vedendo il mio stato confusionale, mi diceva che mia figlia cresceva benissimo.

Dato che però non mi è mai piaciuto accettare le cose senza comprenderle, ho deciso di approfondire la tematica, e se anche tu hai bisogno di avere maggiori informazioni circa le curve di crescita relative ai ragazzi dai 13 ai 20 anni, sei capitato nel posto giusto.

Cosa sono i percentili di crescita?

Come in tutte le guide che si rispettano, prima di addentrarci nell’argomento in maniera approfondita, è opportuno chiarire quelli che sono i concetti base. Ad esempio, quando si parla di crescita dei ragazzi si sente parlare di “percentili”.

Il percentile, detti anche diagrammi percentili, sono semplicemente un’unità di misura che permette di stabilire come procede la crescita di un bambino partendo da due valori fondamentali quali altezza e peso.

Rispetto ad altre unità di misura, il percentile non è uno standard che rimane immutato nel tempo, ma periodicamente viene aggiornato prendendo come termine di paragone gruppi formati da 1000 bambini.

Da questo macro gruppo ne tirano fuori altri 100 da 10 bambini ciascuno, suddivisi per peso e statura. Il gruppetto da 10 viene detto “centile” e viene preso a rappresentazione dell’1% della popolazione infantile per quella determinata fascia d’età.

Delle curve stilate dall’OMS parleremo nello specifico più in avanti, per il momento ti basti sapere che il percentile è quindi un valore di crescita, che viene rappresentato attraverso un classico asse cartesiano in cui è rappresentata la famosa curva di crescita.

Le misure medie del percentile

Stabilito il percentile come un’unità di misura della crescita, e definito che viene rappresentato attraverso curve su assi cartesiani, il quesito potrebbe sorgere spontaneo: qual’è il range nel quale la crescita di un ragazzo si definisce “nella media”?

Essendo basata su studi condotti su 100 gruppi eterogenei di bambini e ragazzi, è corretto definire che si tratta di un’unità di misura a base 100. Questo significa che i ragazzi che crescono perfettamente nella media sono quelli che si attestano sul 50esimo percentile, ma il range è così ampio che, anche se i dati sono compresi fra il 75esimo e il 25esimo percentile, possono definirsi nella norma.

Qual è l’obiettivo dei percentili?

Lo studio della curva di crescita attraverso i percentili non arriva per semplice diletto o per supportare la statistica sull’argomento, ma ha un chiaro obiettivo: poter monitorare costantemente la crescita del ragazzo e capire in tempo se possono esserci problemi nello sviluppo fisico.

Come detto, se la crescita si attesta fra il 25esimo e il 75esimo percentile, può sempre definirsi nella norma. In realtà anche se i dati portassero a valori più “estremi” compresi fra il terzo e il 97esimo da entrambi i lati, non è detto che ci siano problematiche, perché sulla crescita possono influire anche fattori di tipo genetico, e quello che all’inizio può sembrare un dato preoccupante può anche “raddrizzarsi” da solo nel tempo.

Avrò modo di ripeterlo anche altre volte in questa guida, ma in questo caso essere ripetitivo non mi pesa affatto: una volta compreso la modalità di lettura della curva di crescita, qualora uno dei tuoi figli non rispetti i dati nella media, non andare mai nel panico: un conto è comprendere l’argomento, un altro è sostituirsi al pediatra, che sulla crescita dei bambini è e sarà sempre la fonte più autorevole.

Le Curve di Crescita OMS

I percentili e i diagrammi di crescita sono frutto di un lavoro svolto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (nota anche solo con l’acronimo OMS), che ha avviato gli studi sin dal 1994 per presentare ufficialmente il tutto solo al 27 aprile del 2006. Le nuove Curve di Crescita vanno a sostituire quelle del National Centre for Health Statistics (Nchs), create nel 1977 e che nel corso del tempo si sono mostrate assolutamente inadeguate.

Gli studi si sono basati su un gruppo di ben 8440 bambini, provenienti dai quattro angoli del mondo: Ghana, Norvegia, India, Brasile, Oman e USA. I bambini e i ragazzi non erano analizzati con comportamenti abituali, ma dovevano seguire un preciso regime alimentare: i neonati, ad esempio dovevano essere allattati esclusivamente al seno (no latte artificiale) per almeno i primi 12 mesi.

Come si leggono le curve di crescita?

Torniamo adesso specificatamente alle curve di crescita, e analizzato un problema di tipo pratico: come si leggono i diagrammi percentili? Come ti accennavo in precedenza, i dati sono rappresentati su un asse cartesiano, in cui sulla retta orizzontale (simboleggiata dalla lettera “x” e chiamata anche “ascisse”) sono riportati le varie età dei ragazzi (da 0 a 20 anni), mentre quella verticale (indicata con la lettera “y” e nota anche come “ordinate”) cambia a seconda del diagramma in esame, e può indicare o il peso o l’altezza.

All’interno di quest’asse cartesiano, sulla base da quanto stabilito dall’OMS con lo studio pubblicato nel 2006, vi sono cinque “curve”:

  • una verde, collocata al centro rispetto alle altre, che rappresenta i valori perfettamente nella media;
  • due arancioni, collocate fra il 25esimo e il 75esimo percentile, in cui a seconda dei dati considerati si può capire se il ragazzo cresce più alto o più basso della media (oppure più pesante o più leggero), il tutto però in un range di valori che possiamo sempre definire nella norma;
  • infine vi sono le due curve rosse più esterne, al di sopra o al di sotto delle quali i dati possono essere definiti più preoccupanti, ma se lo siano o meno ricorda che te lo deve dire sempre il tuo pediatra di fiducia.

I nuovi percentili italiani

Gli studi condotti dall’OMS, che hanno portato alle attuali curve di crescita e ai percentili, hanno accertato come i livelli di crescita possono essere diversi a seconda dell’etnia esaminata.

Non è sicuramente un discorso adatto in un contesto storico come quello attuale, dove il problema del razzismo è ancora purtroppo presente, ma la scienza analizza i dati ed evidenzia i fatti incontrovertibili, senza badare alla morale. Rimanendo quindi esclusivamente nell’ambito scientifico, sarebbe interessante sapere qual è la curva di crescita dei bambini e dei ragazzi italiani, magari anche a confronto con quelle degli altri Paesi.

Fortunatamente, Alessandro Cicognano e Antonio Balsamo, professori dell’Università di Bologna, hanno condotto un’analisi circoscritta ai soli ragazzi italiani, e possiamo attingere al loro lavoro ringraziandoli infinitamente. Lo studio di Cicognano e Balsamo ha preso in esame oltre 13.000 fra bambini e adolescenti, ed ha usato come primo confronto quello fra Nord e Sud d’Italia.

Nel leggere le carte di Cicognano e Balsamo, puoi notare che la curva di crescita dei ragazzi del Sud “sprinta” rispetto a quella del Nord: in media i bambini meridionali a 2 anni sono alti 2 cm in più di quelli settentrionali. Nel tempo questo gap però si colma, e a 13 anni in media i ragazzi del Nord sono più alti di quelli del Sud di 3,1 cm, mentre a 20 anni il “vantaggio settentrionale” scende a 2,4 cm. Il dato è praticamente analogo anche sul versante femminile: le bambine del Sud a 2 anni sono alte 1 cm in più di quelle del Nord, ma in età adulta le cose si ribaltano con un +2,3 cm di media per le donne dal Garigliano in su.

E rispetto al resto del mondo come ce la caviamo?

Sin da bambino sono a conoscenza del fatto che noi italiani non siamo sicuramente fra le popolazioni più alte del mondo. Se per le prossime vacanze hai in programma di fare un giro sulla costiera sorrentina, sulla statale che costeggia il mare e porta a Sorrento, potrai notare un cartello stradale riportante la bandiera italiana e alcuni dati della costiera, con una “simpatica” scritta con bomboletta nera che riporta la parola “nani”. Quel cartello è lì da anni, e ancora oggi sono convinto che a fare quella scritta sia stato qualche norvegese o danese a cui avevamo fregato la fidanzata, altrimenti non si spiega.

Gli studi di Cicognano e Balsamo, tuttavia, mi rinfrancano: se confrontati con i ragazzi del Regno Unito e USA, i nostri hanno intrapreso una corsa al recupero. In media le ragazze italiane di 20 anni sono più basse di appena 1 cm delle coetanee UK, 0,8 cm invece di quelle statunitensi. Sul fronte maschile il divario Italia – USA è ancora meno netto, con i nostri più bassi di appena 0,4 cm rispetto ai ragazzi statunitensi, mentre i 20enni sudditi di sua maestà la Regina Elisabetta registrano un +1 cm sui coetanei nostrani.

I dati relativi al peso

La parte che più mi ha fatto sorridere degli studi di Cicognano e Balsamo è quella relativa al peso dei ragazzi italiani.

In età adulta, infatti, le ragazze del Sud a 20 anni pesano 4,4 kg in più delle coetanee del Nord, mentre i maschi meridionali registrano un + 3,3 kg sui “colleghi” settentrionali. Sono dati che mi fanno sorridere anzitutto perché questi kg in più non sono sinonimo di obesità, anzi, gli studi hanno dimostrato che la dieta mediterranea, il nostro vanto in tutto il mondo, è l’ideale anche per prevenire di peso eccessivo.

Quello che più mi diverte è però pensare che, da meridionale quale sono, i ragazzi del Sud pesano di più solo perché hanno una nonna, come la mia, che li vedeva sempre “sciupati” (ovvero sottopeso). Le nonne e le mamme del Sud rimpinzano figli e nipoti con ogni prelibatezza: la mia preparava tutte le volte che poteva la parmigiana di melanzane, e quindi qualche kg in più è anche normale averlo.

Tieni però presente che, seppur abbondanti nelle quantità, le pietanze cucinate dalle massaie nostrane sono sempre più salutari del “cibo-spazzatura” tipico dei fast-food, problema che hanno invece i ragazzi UK e statunitensi, dove il problema dell’obesità è una triste realtà.

Qualche esempio pratico: quanto è alto e quanto pesa in media un ragazzo di 13 anni?

Arrivato a questo punto dovresti già aver maggior dimestichezza con le Curve di Crescita dell’OMS e sulle modalità di lettura. Tuttavia, per fornirti quante più informazioni in materia, ho estrapolato i dati in una forma molto più diretta e comprensibile. Senza stilare lunghe tabelle, ti riporto dati alla mano quello che graficamente indica la Curva di Crescita dell’OMS, limitatamente ai ragazzi di 13 e 20 anni.

Un 13enne maschio, secondo il 50esimo percentile, ha un peso medio di 45 kg e un’altezza media di 156 cm. Tutti i 13enni che sono alti fra i 141 e i 171 cm sono assolutamente nella norma, così come quelli il cui peso oscilla fra i 32,9 e i 73 kg. Ovviamente ti sto riportando dati statistici, in cui si dà per scontato che vi sia il giusto equilibrio fra altezza e peso: se il nostro 13enne fosse alto 141 cm e pesasse 70 kg, il dubbio che ci sia un problema di obesità io me lo porrei.

Quando si arriva ai 20 anni, invece, l’altezza per gli uomini secondo il 50esimo percentile è di 178 cm, con un peso di circa 70 kg. In questo caso le altezza comprese fra il 25esimo e il 75esimo percentile sono fra i 189 e i 162 cm, mentre il peso oscilla fra i 52 e i 97 kg.

Passando a quello che riguarda il gentil sesso, invece, le ragazzine di 13 anni si attestano sul 50esimo percentile se sono alte 156 cm e pesano 42 kg. Qualora l’altezza oscillasse fra i 141 e i 171 cm, e il peso fra i 32 e 70 kg, saremmo sempre nella norma, a patto sempre che vi sia il giusto equilibrio fra le due tipologie di valori.

A 20 anni, invece, la donna ha già da tempo raggiunto il massimo della crescita (come vedremo successivamente) e a questa età il 50esimo percentile è di 163 cm e 56 kg. L’oscillazione fra il 25esimo e il 75esimo percentile, invece, si registra fra i 151 e i 175 cm da un lato, fra i 44 e gli 87 kg dall’altro.

Quando si arresta la crescita dei ragazzi?

La fine della fase di crescita di un individuo coincide con quella della pubertà.

Gli ormoni sessuali, è proprio il caso di dirlo, fanno il bello e il cattivo tempo, e dopo aver avviato una fase che coincide con una crescita rapida ed evidente della corporatura, ne arrestano lo sviluppo una volta esaurita la “tempesta”. Statisticamente, gli uomini smettono di crescere fra i 18 e 20 anni, mentre le donne molto prima, fra i 16 e i 17.

Conclusioni

Se sei arrivato fino a questo punto della mia guida, significa che hai acquisito tutte quelli che sono i concetti basilari che ci sono dietro la curva di crescita dei ragazzi fra i 13 e i 20 anni.

Ricordati però che queste righe hanno solo uno scopo divulgativo, e non devi mai considerarle come la verità: non perché siano scritte sciocchezze, anzi, queste nozioni sono frutto di anni di studio, ma perché si parla di concetti generali che non necessariamente devono coincidere con il tuo caso specifico.

Ancora una volta, qualora dovessi avere dei dubbi sul fatto che la crescita dei tuoi figli segua correttamente la Curva stilata dall’OMS, ti invito sempre prima a sentire il parere del pediatra, che rimane sempre la fonte più affidabile.

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Giacomo Palumbo

Dietro al progetto Museoragazzi.it ci sono io Giacomo Palumbo. Dopo una Laurea in Scienze dell’Educazione e un Master in Giornalismo, ho dedicato la mia carriera ai più giovani: partecipo all’organizzazione di campi estivi ed attività extra-scolastiche in Italia, Europa e Australia, ho scritto per diverse testate online dedicate ai ragazzi e dedico buona parte del mio tempo libero a costruire e restaurare trenini elettrici.